Quattro piedi puntati a terra, la testa piena di foglie e il mondo visto attraverso il cuore.

Ho cercato l’estate e l’ho trovata (per l’ennesima volta) tra le pagine di un libro. 

L’ho trovata non tanto perché grazie a quel libro ho avuto tutte le risposte ai miei problemi e ai miei dubbi, ma perché leggendolo ho trovato un amico. Due amici e due amiche, in realtà. Ho trovato Ab, ho trovato Modou, ho trovato Saahra e ho trovato Anna. E, perché no, ho trovato anche Aicha. Tutti e cinque diversi eppure tutti e cinque simili. E tutti e cinque diversi ma così simili a me, che sono distratta, che “è sempre estate”, che ho sempre un sorriso per tutti, che non so restare, che ho sempre il tempo sbagliato rispetto all’altra persona. È bello leggere un libro ed esserne completamente assorbito dalla sua bellezza, ma è ancora più bello leggere un libro e sentirsi a casa. Leggere delle avventure dei protagonisti e riconoscerci dentro le tue; leggere la gioia per i successi dei loro amici e trovarci la tua gioia per i successi dei tuoi amici; leggere dei loro problemi e pensare “ehi, ci sono passata anch’io.. Andrà tutto bene, vedrai”; leggere dei loro guai e tifare per loro, sempre. Leggere pagina dopo pagina e arrivare alla fine con la sensazione di aver trovato un nuovo amico, avere la sensazione che quegli amici di cui tanto parla (anzi, scrive) alla fine siano diventati anche un po’ amici tuoi, e ritrovarsi “il cuore di traverso” per l’ansia di scoprire se è finito tutto bene, se stanno bene, e perché finalmente hanno trovato quello che cercavano.

Negli ultimi giorni ho lasciato che mi togliessero un po’ di estate ma grazie ad Ab, grazie a Modou, mi sono ricordata che c’è sempre un motivo per cui è sempre estate. Bisogna solo ricordarselo. È sempre estate, anche quando ti senti l’ultima ruota del carro, l’ultima scelta di tutti. È sempre estate, anche quando fuori diluvia e te passi la giornata a fissare il telefono sperando che ti chiami. O che almeno ti mandi un messaggio. È sempre estate, anche quando la tua migliore amica se ne va a millemila chilometri di distanza da te, perché “alle volte, una persona che ha un posto al sicuro nel cuore fa molta più presenza di una persona a fianco. Una persona nel cuore non se ne va, anche quando non è più al tuo fianco. Una persona nel cuore resta. Anche quando se ne va, resta”. È sempre estate, anche quando il mondo là fuori ti spezza il cuore in mille modi possibili.

Sono distratta, è vero. Spesso mi sfuggono segnali fondamentali che la vita mi manda per non farmi ritrovare col cuore a pezzi, per farmi prendere la decisione giusta, ma anche semplicemente per evitarmi una figura di merda, e io non li colgo, mai. Sono distratta, non sento mai la sveglia e la mia camera è il posto più disordinato dell’universo, ma ho accettato tutto questo. Ho accettato il mio essere distratta e so che, per quanto possa impegnarmi, è una parte di me che non cambierà mai. Questo segnale però non mi è sfuggito. Prometto di ricordarmi sempre che anche se ci sono mille motivi per cui l’inverno può entrare nella mia vita ce ne saranno sempre mille e uno per cui è sempre estate.

Ho cercato l’estate e l’ho trovata (per l’ennesima volta) tra le pagine di un libro. Il libro del mio amico Ab.

∼ potete trovare il libro di Ab su Amazon, e potete trovare Ab sulla sua pagina Facebook -che, per la cronaca, seguo da sempre ed è stata fonte di ispirazione e conforto in così tante occasioni che ho perso il conto (se stai leggendo Ab, grazie!).∼

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